QUALE LEGGE REGIONALE PER I DIVERSI ORIENTAMENTI SESSUALI?

Non parlo di diritti di una nicchia, bensì del diritto alla felicità e alla realizzazione, personale e sociale, e dunque sono i diritti di tutti. Sono i diritti dei cittadini in quanto tali. Vorrei che le persone LGBTI potessero essere e sentirsi cittadini come tutti gli altri, che conducono una vita normale, con un lavoro, e se lo vogliono una famiglia e dei bambini. Non è lo straordinario che inseguiamo, bensì la normalità.

Molto è stato fatto in questi anni. Penso alla legge sulle unioni civili, che pur presentando grandi incompletezze rappresenta un passo avanti e penso abbia aiutato molte persone, anche solo un po’ a sentirsi più realizzate. Penso, a livello locale, all’istituzione del Tavolo Permanente contro l’Omofobia. Ma molto ancora va fatto, per superare la discriminazione di persone in base al loro orientamento sessuale.

Sono diverse le regioni italiane, Toscana, Liguria, Piemonte, Umbria e Puglia – che hanno già adottato una legislazione contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento o dall’identità di genere. Anche la Regione Lombardia, in coerenza con la legislazione nazionale ed europea, deve dotarsi di una legge che preveda interventi volti a favorire il raggiungimento dell’uguaglianza e delle pari opportunità tra le persone a prescindere dal loro orientamento sessuale, identità di genere o condizione intersessuale.

Deve essere consentito ad ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere e bisogna prevenire e superare le situazioni anche potenziali di discriminazione e garantire il diritto all’autodeterminazione.

La legge deve:

  • Prevedere specifiche politiche del lavoro per garantire la parità di accesso al lavoro.
  • Promuovere formazione e aggiornamento per gli insegnanti, il personale della scuola, genitori per contrastare gli stereotipi di genere e prevenire il bullismo motivato dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.
  • Prevedere interventi a sostegno degli studenti in ambito scolastico e universitario.
  • Promuovere eventi socio-culturali per diffondere la cultura dell’integrazione e della non discriminazione e del rispetto dei diversi stili di vita.
  • Disporre interventi in materia socio-assistenziale e socio-sanitaria di informazione e consulenza per le persone omossessuali, transessuali, transgender e intersessuate e delle loro famiglie.
  • Prevedere percorsi di formazione specifica rivolta agli operatori socio-assistenziali e socio-sanitari.
  • Promuovere il soccorso, la protezione, il sostegno e l’accoglienza alle vittime di discriminazione e violenza commesse per l’orientamento sessuale, identità di genere o condizione intersessuale.
  • Istituire un Osservatorio regionale sulle discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati forniti da tutti i soggetti operanti nel settore, per sviluppare la conoscenza delle problematiche relative alle discriminazioni.
  • Disciplinare le funzioni del CORECOM, per rilevare sui contenuti della programmazione televisiva e radiofonica regionale e locale, nonché dei messaggi commerciali e pubblicitari, eventuali discriminazioni rispetto alla pari dignità riconosciuta ai diversi orientamenti sessuali, all’identità di genere o a una condizione intersessuale della persone.
  • Promuovere l’adozione di modelli comunicativi che utilizzino un linguaggio non discriminatorio, non offensivo e non stereotipato nei confronti delle persone omosessuali, transessuali, transgender e intersex.

Marzia Marchesi