LA DIVERSITA’ E LA DIFFERENZA

Cari ragazzi,
Oggi si parla molto di diversità e si parla molto di differenze.

La più grande diversità che esiste tra gli esseri umani è la diversità tra i maschi e le femmine. I corpi sono diversi, i tempi dei corpi sono diversi. L’uomo con il suo seme insieme alla donna con il suo ovulo possono concepire i bambini. Ma sarà la donna a partorire e a nutrire col suo latte l’infante.

La seconda diversità è quella delle età. La vita di un bambino che non sa ancora camminare è ben diversa da quella di un giovane che può muoversi liberamente, saltare, correre, dire, fare e baciare. Allo stesso modo è diverso l’anziano dall’adulto, perché non deambula bene, ci vede di meno, a volte non ricorda bene tutti i fatti, l’adulto cammina in montagna, guida l’automobile, può lavorare senza sentirsi affaticato.

La terza diversità che non è così grande come le precedenti, è nei tratti somatici, ad esempio avere gli occhi azzurri o verdi, i capelli lisci o ricci, la pelle nera o bianca, il naso corto o lungo, l’essere alti o bassi. Questa diversità è simbolica, nel senso che non impedisce di fare o di essere, non crea grandi limiti nelle azioni ma è ben visibile e distingue.

Tutte le diversità ci sono date dalla natura e non possono essere scelte o annullate: chi è donna, anziana, con gli occhi verdi, non potrà mai essere maschio, giovane, con gli occhi bruni. L’essere umano non è uno solo ma è l’insieme delle diversità di genere, di età, di colore.

Altra cosa sono le differenze tra le persone. Le differenze sono le distanze tra le persone che sono proprie di una certa società e di una certa epoca che non permettono di godere delle stesse opportunità. I ricchi vanno in vacanza quattro volte all’anno, i poveri non possono permettersi una notte in albergo. I nobili del seicento non vivevano in case con acqua calda corrente e così ben riscaldate come le nostre case popolari oggi. Chi non ha completato gli studi si esprime con mille vocaboli, viceversa chi ha studiato è in grado di parlare utilizzando oltre 10 mila parole. Chi vive in un piccolo paese di montagna va a scuola a piedi da solo, incontra lumache, uccelli e gatti, i bambini di città si fanno accompagnare in auto dai genitori perché hanno paura del traffico. Chi vive al sud Italia fa più fatica a trovare lavoro rispetto a chi vive al nord perché ci sono meno imprese. Chi vive in un paese con la dittatura deve nascondere il suo pensiero se è contro il regime, laddove c’è la democrazia, si può scrivere, parlare ed esprimere le proprie idee liberamente. Queste sono differenze, che sono quindi variabili e possono essere determinate dagli uomini, dalle donne e dai loro governi.

In tutte le società ci sono le differenze ed esiste la democrazia e con essa la politica per offrire le occasioni per cambiare le differenze e riempire il nostro presente di opportunità.
Nel nostro mondo accade invece che alle volte le diversità diventano differenze. Ad esempio se per certi lavori non si assumono le donne giovani perché poi restano a casa in maternità. Oppure quando i bambini non possono andare a scuola da soli, non perché non conoscono la strada e non sono capaci, bensì perché le strade sono così piene di auto che sfrecciano veloci che diventano pericolose per i bambini. Oppure ancora quando gli anziani vanno portati al ricovero perché non c’è nessuno che gli possa dare un po’ una mano in casa e permettergli di essere autonomi ancora per un certo tempo. E non dimentichiamo chi non può camminare e si muove in carrozzella che non riesce a entrare in un teatro perché ci sono i gradini da scalare.

Il mondo diventa più ingiusto ogni volta che ritiene che una diversità (che è creata dalla natura) sia una differenza incolmabile.
Viceversa il mondo è più giusto quando combina le diversità, di cui la natura ci ha dotato, per ridurre le differenze e creare nuove opportunità. Ad esempio, quando un gruppo di scout deve costruire una casa sull’albero, c’è bisogno di uno coi muscoli per tagliare i tronchi, di una con le dita sottili per fare e rifare i nodi che legano i legni, di uno che sappia anche ridere e scherzare per tenere alto l’umore del gruppo e sdrammatizzare, quando ci si accorge che la casa è venuta male e bisogna ricostruirla daccapo. E se qualcuno non ha i muscoli, non ha le dita sottili, non ha l’umore allegro, può sempre andare alla fontana a prendere l’acqua per tutti quando sono assetati.

Quando pensiamo al nostro futuro, dobbiamo riempirlo di opportunità a partire dal tempo presente e cioè offrire le occasioni per colmare le differenze, riconoscendo le diversità. Una società più giusta è quella che offre le stesse opportunità alle persone diverse e riesce così a operare per ridurre le differenze.

Bergamo, a scuola di cittadinanza