BUONA FORTUNA MICHELA!

Lettera indirizzata a Michela Moioli, campionessa olimpica di snowboard cross ai Giochi Olimpici di Pyeongchang 2018.

Cara Michela, complimenti per la tua medaglia d’oro in snowboard che abbiamo festeggiato tutti insieme questa sera, nel palazzo comunale del tuo paese, Alzano Lombardo. Goditi questo tuo tempo di gioia e di gloria, tu sei brava!

Quando ti ho visto in mezzo alla folla nel tuo paese, così giovane e felice, ho pensato di scriverti queste parole che spero ti saranno utili nella tua carriera, visto che ora, oltre ad essere Michela, sei diventata un personaggio sportivo pubblico.

Moltissimi in Italia oggi fanno sport, lo sport di base, dalla squadra dei più piccoli fino a quella degli amatori. Esso si fonda sulla gratuità e sull’impegno volontario delle persone. Le polisportive ne sono un esempio: un grande progetto per la piccola comunità in cui sono inserite, un elemento di coesione, di opportunità per le persone e di pari opportunità per tutti. Esse promuovono uno sport inclusivo delle persone con diverse disabilità, di chi vive nelle periferie e ha bisogno di spazi di incontro, socialità, condivisione e gioco.

Anche lo sport che tu pratichi, quello professionale, che possiede un livello tecnico individuale e di squadra certamente maggiore, è importante che rimanga in questa linea, dentro questa idea di comunità. E voi atleti professionisti dovete essere coscienti di questo vostro ruolo, nello sport.

Platone diceva che “si capisce molto di più di una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazioni”.

Ogni sportivo, deve sapere che esiste un ambiente attorno, che prende spunto dal vedere il gioco degli altri.  Oggi credo che lo sport debba passare dalla logica della COMPETIZIONE alla logica della COMPETENZA, acquisendo coscienza del suo ruolo, dell’atteggiamento sportivo, che dal campo si trasmette a bordo campo, sulle gradinate, in TV. Se pensiamo allo sport come un valore sociale, non possiamo non sviluppare la competenza di questa visione complessiva, che allo sport dona un futuro senza rinchiuderlo dentro un rettangolo, una pista, un tatami.

È importante che quanti si occupano di sport, a vari livelli, promuovano quei valori umani che stanno alla base di una società più giusta e solidale. Questo è possibile perché quello sportivo è un linguaggio universale, che supera confini, lingue, etnie, religioni e ideologie; possiede la capacità di unire le persone, favorendo il dialogo e l’accoglienza. E lo abbiamo visto proprio in Corea, dove il nord e il sud si sono avvicinati in questa Olimpiade.
Questa è una competenza molto preziosa, di cui oggi noi abbiamo tanto bisogno. E ti invito a svilupparla e utilizzarla nel tuo essere atleta olimpionica da qui in futuro. Buona fortuna Michela!